I buoni consigli

Fin dai tempi di pannolini e biberon, sono stata una grande sostenitrice del “fai di testa tua”.
Qualcuno ci ha provato, per esempio mia mamma, a insegnarmi, impormi, consigliarmi ma sempre con scarsissimi risultati. Sin dalla scoperta del fornello del gas ho sempre dovuto “metterci il dito” per imparare  la lezione. A nulla servivano avvertimenti e  buoni consigli.
Quando si dice che il buon giorno si vede dal mattino!
Ancora non sapevo che avrei avuto la vita segnata da innumerevoli testate contro al muro.

Ma devo dire che tutto sommato, testa rotta a parte, mi sta bene così perché preferisco sbagliare seguendo il mio pensiero, che avere il rimpianto di aver ascoltato il consiglio sbagliato. Motivo per cui anche quando do un consiglio a un'amica non mi aspetto che lo segua, tendo piuttosto a cercare di farla ragionare facendole notare qualcosa che magari le è sfuggito.
Va da sé che però, dopo flotte di consigli bellamente ignorati, una volta che hai la testa rotta, non puoi più di tanto dirlo in giro, onde evitare l’odiato rimprovero del “te l’avevo detto”, che lo so che me l’avevi detto ma la vita è la mia e le decisioni le prendo io!
Quindi con la piva nel sacco e i cerotti in testa, fingi contentezza anche se dentro rosichi come un castoro.
È testardaggine? Orgoglio? O forse è solo l’esigenza di essere padroni della propria vita? È possibile ascoltare una persona che ti dice “fai così” anche se non è ciò che senti di fare tu?
Sono estremamente convinta che anche se in certe occasioni ti fai influenzare dai saggi consigli dei numerosi benpensanti che spuntano fuori come funghi, alla fine della fiera viene a galla quello che tu vuoi davvero. Quello che tu puoi o non puoi accettare, quello che tu riesci o non riesci a fare. Il che significa che ascoltando ciò che ti hanno detto hai semplicemente rimandato il momento in cui devi fare i conti con il tuo io.
E poi diciamocelo, son tutti bravi a dare consigli con la vita degli altri. 
“Quel ragazzo non fa per te”, “Dovresti cambiare lavoro”, “Non fare quella spesa”, “Quella gonna ti sta male”, “Tagliati i capelli che stavi meglio”.
Poi butti un occhio alla loro vita e ti chiedi come mai, se sono così saggi, ancora non hanno concluso una ceppa.
Così ti guardi allo specchio e pensi “un cervello ce l’hai, la vita qualcosa ti ha insegnato per cui rifletti e poi daje tutta!”
Magari andrà bene o magari no ma come si suol dire “sbagliando si impara”, male che vada avrete imparato una nuova lezione che di sicuro vi resterà più impressa di un insistente consiglio!
Ma ricordate: scottarsi il dito una volta è da testardi, due è da idioti!

Commenti

Eva ha detto…
Io ci devo sempre sbattere il naso.
Può consigliarmi anche il Padre Eterno, che vado avanti!
Meglio avere rimorsi che rimpianti!
CosmoGirl ha detto…
Hai ragione, ottimo motto: meglio rimorsi che rimpianti!
E poi, se una cosa proprio non riesci a farla, che ci puoi fare??

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