Il navigatore della vita

Oggi mentre vagavo per le strade della città, il navigatore mi faceva fare percorsi improbabili. Ma quando alla fine mi ha portato a destinazione, non ho potuto fare a meno di chiedermi come avrei fatto se non avessi avuto la signorina navigatrice che mi diceva dove andare.
Così mi sono chiesta: e nella vita come si fa se non hai un navigatore? Come si trova la strada giusta se non c’è nessuno che ti ricalcola il percorso quando sbagli?
Ci si può fermare a chiedere indicazioni ma il più delle volte ti rendi conto che, anche i passanti, non hanno la più pallida idea di quale sia la strada giusta.
Provi ad andare a intuito, seguendo quel minimo di senso dell’orientamento di cui la natura ti ha dotato ma in molti casi, guardandoti indietro, ti accorgi che hai sbagliato ancora e quindi hai solo girato in tondo per finire di nuovo al punto di partenza.
Provi a consultare guide e manuali, testi sacri o filosofici, quelli che potremmo definire “gli stradari della vita” ma chissà perché quello che ti propongono ti sta stretto e appena svolti, trovi il senso unico.

Se ti perdi
Sarebbe forse più facile non avere una meta. Girare di qua e di là e "vivere" le strade che ci troviamo a percorrere senza pensare a dove stiamo andando o a dove esse ci porteranno. Alcuni lo fanno, vivono il presente e non si pongono grossi traguardi da raggiungere. Altri invece sanno bene dove vogliono andare ma trovare la strada spesso non è così facile.
Magari bisognerebbe imparare a leggere i segnali stradali o anche solo a dargli ascolto. Forse la vita o il destino o Dio, che dir si voglia, qualche indicazione ce la mandano ma noi siamo così concentrati a guardare la strada davanti a noi da non alzare la testa per leggere i cartelli.
E poi, forse, pensandoci bene, siamo stati dotati tutti di un navigatore di serie: il cuore.
Solo che a volte pensiamo che le mappe non siano abbastanza aggiornate, o gli mettiamo il muto perché stiamo ascoltando qualcos’altro o pensiamo di avergli messo le impostazioni sbagliate
Secondo me invece il cuore lo sa qual è il percorso giusto, quantomeno quello giusto per noi. E' solo colpa nostra che non lo stiamo a sentire ma è un grosso errore perché è l’unico modo per non avere rimpianti. Se faremo sempre ciò che ci sentiamo realmente di fare e non ciò che ci viene suggerito o ciò che leggiamo da qualche parte, se ascoltiamo il nostro io più vero, non potremo mai rimpiangere di aver fatto ciò che sentivamo di dover fare. Non potremo mai pensare di aver sprecato benzina inutilmente perché saremo in pace con noi stessi e sapremo di aver vissuto una vita da piloti e non da pilotati!

Commenti

Ametista ha detto…
bella questa riflessione...io forse sono una delle poche che ancora non utilizza il navigatore in auto e un po' mi perdo e poi mi ritrovo, un po' mi va di fortuna e becco la strada giusta ....ma in ogni caso, non mi preoccupo perche' so che arrivero' sempre a destinazione sia in auto che nella vita... e senza rimpianti ;-)

buon anno!
Marlene ha detto…
sono contenta di leggere queste parole, il cuore è l'unico che non ti puo tradire e anche se va male, sarai felice lo stesso, perchè infondo hai fatto solo quello che ti sentivi di fare e nulla piu. Ciao.
CosmoGirl ha detto…
@Ametista: già...la fortuna è un fattore che ho scordato di menzionare! Evidentemente tu ne sei parecchio dotata! Beata te! hahahaha
Scherzi a parte, mi piace la tua determinazione e la tua serenità, complimenti!

@Marlene: assolutamente sì!
Anonimo ha detto…
La prima parte del post è stupenda.
La seconda non mi trova d' accordo.
Il cuore non è un buon navigatore.
Spesso porterebbe a strade che i ruoli in cui la società ci costringe farebbe risultare sbsgliatissime.
Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.
Ed è la ragione che detta l' orientameto sociale.
Per questo esiste l' infelicità
quando cuore e ragione non possono accordarsi, in situazioni di sofferenza affettiva.
L' amore è l'unico navigatore che si accorda con il cuore nel percorso dell' esistenza, come
l'amore che non c'è è l'unico navigatore che si accorda con la ragione nel medesimo percorso.
CosmoGirl ha detto…
Mah che dirti...io credo che seguire i ruoli che la società ci impone e gli "orientamenti sociali" siano la strada più veloce e diretta per l'infelicità. Se invece vogliamo essere felici dovremmo riuscire ad ascoltare il nostro io più vero e a trovargli una sua giusta collocazione in questa vita che ci vorrebbe tutti uguali e "prefabbricati". Che ne pensi?
Comunque benvenuta o benvenuto, chiunque tu sia! :)

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