Live in an elevator

In questi giorni sono stata in ascensore.
Quel marchingegno che ti fa fare su e giù per i piani e gli umori della vita.
Quella macchina infernale che ti da l'illusione di poter salire e restare a un piano alto, salvo riprendere la sua corsa quando meno te l'aspetti e riportarti giù, con un brusco contraccolpo.

Sulla vita se ne dicono tante: la vita è buffa, la vita è bastarda, la vita è sorprendente, la vita è una.

Quello che non si dice è che la vita va addomesticata.
Lei è una ribelle e se la segui, se ti fai trascinare dai suoi cortei in nome di chissà quale ideale, ti ritrovi con il culo per terra in mezzo a un tappeto di bottiglie rotte e con gli altri manifestanti che ti calpestano.
La vita è un'adolescente che, con i suoi colpi di testa, ti fa perdere il contatto con la realtà e con i tuoi obiettivi. Con i suoi umori “ormonali” ti fa vedere un giorno il mondo in rosa e il successivo di un nero più nero e se le stai dietro, a un certo punto, rischierai di impazzire cercando di trovare un equilibrio nel rosa e poi un equilibrio nel nero e poi di nuovo nel rosa e poi di nuovo nel nero e così via....

La vita è un ascensore che viene chiamato ora a un piano alto, ora a uno basso e noi continuiamo a fare su e giù, a farci portare a un livello piuttosto che a un altro dai vicini.
Ai loro comodi. Ai loro bisogni. Al loro servizio. Su e giù. Un giorno bello e un giorno brutto. Ora nell'attico, ora in cantina.
Ci sono giorni, poi, in cui è un via vai continuo di gente che ti chiama a tutti piani e tu perdi il centro di gravità per arrivare ovunque in tempo.
Quello è il momento di schiacciare il pulsante di emergenza, fermarsi e cercare di recuperare sé stessi prima di una nuova corsa.

Ma c'è una cosa più di tutte che dobbiamo imparare in questa vita “elevatrice”.
È semplice ma quando entri nella cabina non c'è scritto da nessuna parte, forse perché dovrebbe essere ovvio.
Quei pulsanti lì che vediamo in bella mostra, non sono stati messi per bellezza, servono a prendere possesso dell'ascensore sul quale viaggiamo e a decidere noi a quale piano vogliamo andare.
Se capita possiamo anche dare un passaggio a qualcuno che per coincidenza sta facendo il nostro stesso percorso ma tutti gli altri, quelli che pretendono di decidere “su o giù”, di che umore dobbiamo essere o a quale livello della nostra vita dobbiamo stare, beh possono tutti quanti prendere le scale e incamminarsi a piedi!

Ps. il riferimento nel titolo alla canzone degli Aerosmith NON è puramente casuale. Eccola!

Commenti

inachis_io ha detto…
A riprova di quanto dici, nella vita ci sono persone che non ti guardano in faccia, ma ti fissano i piedi imbarazzati; ci sono altre persone che si sentono soffocare, schiacciate, che hanno paura di andare troppo in alto.
Vorrei che il "mio" ascensore fosse di quelli tutti di vetro, che puoi guardar fuori mentre sali al piano che hai "scelto"
Francescast.84 ha detto…
Io quando ero bambina ero totalmente terrorizzata dall'ascensore, poi un giorno mia sorella ha avuto problemi di salute e l'ospedale in cui era ti offriva solamente 2 possibilità: O fare svariate volte la giornata 3 piani di scale o prendere l'ascensore. Bè, per amore di mia sorella, ho iniziato a prendere l'ascensore, quando stavo dentro, distoglievo la mia paura con altri pensieri e cercando di aver bene in mente l'obbiettivo: LEI CHE STAVA MALE. a parte questa premessa, il tuo post è talmente bello che non vorrei essere banale, so solo, metaforicamente parlando, che mi ci sono buttata proprio dentro questo ascensore, son salita fino ai piani più alti ma anche scesa a quelli più bassi, ho schiacciato il tasto di emergenza quando mi son resa conto di aver bisogno di aiuto ... per me è sempre stato tutto una salita e discesa continua, più in discesa, ma ho sempre cercato di risalire la china perchè ho sempre pensato che persone come me non possono stare al piano terra o nei sotterranei. Adesso tutto questo salire e scendere mi ha fatto amare il voler rimanere al solito piano, rimpiangendo ogni tanto quelle emozioni vorticose che ti creavano quel salire/scendere di continuo ... però come dici anche te, la vita è una sola, ognuno deve avere bene in mente che l'ascensore c'è, e che i momenti della vita possono ritrovarsi su diversi piani :) e che bisogna fare di tutto per non fermarsi mai al solito.
Artemisia1984 ha detto…
Una bellissima similitudine...ho apprezzato molto le tue considerazioni finali..
F.L.A. ha detto…
Ho perso il conto delle volte in cui sono rimasta bloccata nell'ascensore di casa dei miei ma non ho mai avuto paura. Per fortuna. Non avevo mai visto quel mezzo infernale come me l'hai fatto vedere tu. Mi fai sempre riflettere! Mi mancava leggerti,
un abbraccio CG
Filippo ha detto…
Tra i tonni di Daniela e gli ascensori tuoi ora io risulto un pesce in cabina.

Insomma ahaha

Bel post, cara! E hai proprio ragione.. chi non fa il nostro stesso percorso che vada a... prendere le scale. :-)
Un abbraccio!
sulsecondobinario ha detto…
Ciao...hai fatto poesia un qualcosa di squallido e quotidiano!!!complimenti....soprattutto per il finale!
Finalmentemamma ha detto…
al momento nell'ascensore della mia vita c'è il pulsante dell'emergenza che si è blocato e suona in continuazione, non ce la posso fare, è un periodo che il mio umore ha deciso di schiacciare incontinuazione tutti i bottoni dell'ascensore!!!!!che pizza!!!!
fenicecherisorge ha detto…
bellissima metafora... non ci avevo mai pensato ma hai proprio ragione. Forse non è un caso che mi sia passata la fobia degli ascensori proprio quando ho ricominciato a vivere...
Eva Q ha detto…
No ma io non sto bene...a me sembrava di essere già una tua follower e invece no...mamma mia danno...rimedio subito ;)
Io da un po' staziono nel seminterrato...sto aspettando il tecnico per la riparazione!
La vita va addomesticata ma nel tentativo di farlo non ci si può lamentare se ci butta per terra nella polvere...fa parte del "gioco".
CosmoGirl ha detto…
@inachis_io: mi sembra giusto godersi il viaggio con un bel panorama! ;) Comunque è vero, anche le cose che hai detto tu confermano che la vita è un ascensore! :))

@Francescast.84: infatti ciò che ci fa andare avanti nella vita è proprio avere un obiettivo, qualcosa che ci distolga da inutili paure! Riguardo al sali e scendi, forse a volte si ha bisogno di quel "solito piano" per ricaricarsi un po' prima di ricominciare a schiacciare i pulsanti...

@Artemisia1984: ti ringrazio, mi fa piacere che condividi le mie considerazioni! :)

@F.L.A.: Ma grazie! Sono felice di aver dato un po' di "romanticismo" a quella macchina così sottovalutata! ps.anche tu mi sei mancata :(

@Filippo: pesce in cabina...ahahha, non ho ancora letto dei tonni di daniela! Comunque bello questo nuovo insulto: ma vai a...prendere le scale!! Uahuahaua

@sulsecondobinario: grazie, che bei complimenti! Per il finale ti riferisci agli Aerosmith? :)

@finalmentemamma: noooo che poi l'ascensore si blocca e son...ehm volatili per diabetici! Ci sono i periodi no ma anche mentre ce li assaporiamo non dobbiamo dimenticare che ce ne sono stati altri e...sono tutti passati! Ti abbraccio cara

@fenicecherisorge: eh forse non è un caso! Buona rinascita, è una sensazione meravigliosa! :)

@Eva Q: eh ma anch'io lo credevo, infatti ci sono rimasta quando ho visto che il nuovo follower eri tu! Beh ribenvenuta! :)

@Lo Stalliere di Arcore: forse a volte possiamo provare a fare noi i tecnici per non permettere all'ascensore (o alla vita) di decidere a che piano dobbiamo stare...come dicevo prima ci sono i momenti no e ci vuole del tempo per riprendersi ma una volta carichi bisogna prendere il toro per le corna. Grazie del tuo commento!
Marcello Affuso ha detto…
Leggendoti mi è venuta in mente la frase "la vita è come le scale, c'è chi scende e c'è chi sale".
Quanta verità c'è in questo e nel tuo paragone, dobbiamo capire che la maggior parte della vita è nelle nostra mani, nelle nostre reazioni e delle nostre scelte e non dobbiamo essere passavi.
Un saluto
CosmoGirl ha detto…
E' vero e quello che mi dici mi fa pensare anche che dobbiamo imparare a schiacciare i pulsanti giusti!
Lolly ha detto…
Molto bello il paragone, e azzeccato!

http://folliedimakeup.blogspot.com/2011/06/starbucks-fever.html

PS: Tutti a votare per il referendum fino a domani!
(non voglio spammare, ma è una causa veramente impostante e penso che vada divulgata in giro!)
BigJohn ha detto…
ammazza quanti commenti, il mio verrà notato??

no beh, volevo solo fare i complimenti per la bella metafora. e soprattutto che a me è capitato di dover prendere un bel po' di gente, e di levarsi dal mio ascensore. Magari passi per stronzo, ma la verità è che hai solo avuto rispetto per te stesso.
CosmoGirl ha detto…
@Lolly: grazie!

@BigJohn: ma certo! Tutti vengono notati!
Sono d'accordo con te, una delle mie frasi preferite l'ho sentita nel film Alice in wonderland e dice: "non si vive per accontentare gli altri".
Grazie dei complimenti e del tuo commento!
A presto!
Idee Beauty ha detto…
Mi piace molto il parallelo che hai fatto, il tuo blog lo seguo sempre con piacere, ciò di cui parli è sempre molto interessante e riflessivo e mi ci ritrovo..C'è una sorpresa per te sul mio blog, spero ti faccia piacere...:)
CosmoGirl ha detto…
Grazie sono dei bellissimi complimenti per me, mi fa sempre tanto piacere quando qualcuno si ritrova nelle mie riflessioni! :)
Ho visto il premio e ti ho ringraziato nei commenti!
baci

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