Il lieto fine di Filippo Giampapa


Continua la folle idea a cui avevo dato inizio un po' di tempo fa con questa fantastica filastrocca a fare da Happy Ending!

Lentamente sussurrando
la fanciulla va cercando
quello che, forse ha perso
spingendosi attraverso
quella tetra e oscura terra
come in una triste guerra.

Sembra solo un brutto sogno
di quelli in cui hai bisogno
"Principessa, cosa cerchi?"
le domandano degli orchi
quatti quatti li vicino;
La fanciulla, un po' agnellino



chiaramente lor risponde:
"Il mio Principe si confonde
io l'amo con tutto il cuore
ma poi come un bruciore
mi disse che sono cattiva
e poi ancora si accaniva"

"Principessa non ti crucciare
potremo noi forse curare
il male assurdo che a lui
fece un maleficio altrui".
"Oh davvero voi potreste
alleviare la sua peste?"



Chiese dolce la fanciulla,
a questo punto un po' citrulla.
"Certamente" gli orchi fanno
"vieni là, in quel capanno,
cureremo quel che vuoi
sia i tuoi che i suoi".

Senza remore e pensieri
alla loschìa dei cavalieri
si concesse la donzella
tanto stupida che bella.
Ma quelli, tutti furbi
non si posero disturbi

la colpirono alla testa
con un pugno che dissesta.
La fanciulla come grano
si piegò a quella mano
molle molle stesa a terra
chiusa poi in una serra.

Porprio il principe adesso,
anche lui un poco fesso,
dell'errore al fin s'accorge
dal torpore poi insorge
pensa proprio cosa fare
e il suo amore ritrovare.

"A cavallo, presto!" - urla.
Vuole proprio ricondurla,
al suo regno e al suo letto
diregendosi con balletto
alla stalla del palazzo
"CHe ti urli, sei tu pazzo?"

gli domanda il Re suo padre.
"No, mio Sire, alle tue squadre
dì per certo che abbisogno
e non per questo mi vergogno
di trovare la mia amata
ché l'ho troppo calpestata!

Se m'aiutano di grazia
la mia gioia presto spazia
da speranza di trovarla
a certezza di adorarla!"
E con questo si diresse
come musico in kermesse.

Presto detto che del fatto
il fanciullo restò matto,
quando seppe che la donna
era ora senza gonna
senza vesti e senza scorta
forse addiritura morta.

Chi lo dice al principino
che poi lei è lì vicino
chiusa in gabbia in una serra
svenuta e stesa a terra?
Agl'orchi certo non importa
loro pensano alla torta

quella fatta di soldoni
ricca d'oro e di doni
che lo stregone lor promette
in cambio di queste cosette,
la fanciulla cioè rapire
e nulla dire o morire.

Il principino un po' abbattuto
stava per dirsi perduto
quando a un tratto da quel bosco
sgusciò fuori un tipo losco
"Perché piangi?" - chiese quello
osservando il suo anello.

"Posso forse io aiutarti
senza per questo arrabbiarti
per l'aiuto di un folletto
dato che tu sei un eletto?"
Ben lontano dal guardare
da che parte potea arrivare

dal folletto o dalla fata
l'aiuto è sempre cosa grata
"Ne sarei molto contento"
disse il principe sgomento
"ho perduto la mia amata
forse l'hanno anche ammazzata.

Le sue vesti le ho trovate
qui nel bosco sperperate.
Non vorrei pensare il peggio
forse è solo un borseggio.
Non vorrei si fosse persa
forse è qui che si è dispersa".

"Caro amico, non mollare
son sicuro, la puoi trovare!
Se è la bella principessa
allora sì ho visto ressa
e di orchi e di stregoni
eran tutti spilungoni!"

Ecco un poco rincuorato
il nostro principe ha ringraziato
quel folletto un po' curioso
ma d'aiuto premuroso
"Grazie tante, piccoletto
ma io non so dov'è il suo letto.

Dove l'hanno trasportata?"
La notizia è constatata
la fanciulla non è morta
un rimedio di qualche sorta
serve al principe veloce
in un tempo più precoce.

"Io conosco una strada" -
dice il tipo - "se ti aggrada.
Una via pericolosa
ma di certo frettolosa
alla fanciulla ti conduce
ma paure, sì, produce.

Sei sicuro di quest'atto?
Non è strada per un matto.
Serve un cuore da leoni
e forza di... galeoni!"
Voleva forse impaurire
il folletto col predire

cose strane e paurose
con delle tecniche ingegnose?
"Di coraggio son strapieno"
quasi fosse un alieno
disse il principe sicuro
"Stai tranquillo, sono un duro!"

E così a braccetto
principino e folletto
si diressero nel fitto
della selva del delitto.
Eran tanto temerari
lì nei loro itinerari,

il folletto lo guidava
il principino seguitava
smanioso di arrivare
e la fanciulla poi salvare.
Quando a un tratto nel sentiero
chi bloccò l'avventuriero?

Ahi, un dragone in carne ed ossa
chiuso dentro ad una fossa
si doveva attraversare
"Quell'abisso è da evitare!"
disse il principe impaurito
"Principino che svampito!

C'è da uccidere la bestia.
Su, allor senza modestia
fa il bravo con la spada
ché la morte sua accada!"
Dal ricordo rincuorato
dell'amore non salvato

veloce e coraggioso
il principe valoroso
all'abbisso si avvicina
"Che calore, è una fucina!"
dice il principe sconvolto
"non vorrei restar sepolto!"

"Sta tranquillo, ragazzetto,
prendi questo e taglia netto!"
Il folletto allora passa
al suo principe una matassa
"Trova solo il suo inizio,
poi la tagli con artifizio.

Si trasforma in un pugnale
non è poi così banale!"
Forse ancora un po' confuso
la cima trova di quel fuso
poi lo taglia con i denti
ecco ora ha gli armamenti

pronti a far dell'animale
più che pericolo, capitale.
"Presto principe, mira al petto
trafiggilo ora senza rispetto!"
E così con scaltrezza
il pugnale come una carezza

s'avvicina al suo bersaglio
lo trafigge in un abbaglio
e il dragone, detto fatto,
si è ora rarefatto
"Evviva, evviva ce l'ho fatta"
la paura è ora sotrratta.

Con orgoglio e simpatia
"La riuscita è tutta mia!"
dice il principe glorioso
"Sta accorto, è pericoloso,
di ostacoli ne troverai
nella via che prenderai".

Col folletto seguitando
va il principe meditando,
s'è sicuro con lui andare
non vorrebbe mai rischiare
di restare intrappolato
in un posto esagerato.

Fitto il bosco si faceva
che d'ogni passo procedeva
a un certo punto troppo stretta
la selva era per vedere una casetta,
in mezzo ad alberi incastonata
chiusa dietro una barricata.

Con la spada e col pugnale
"Attento che t'assale!"
il folletto disse lesto
"sta più giù, vieni, presto!"
sotto un masso lo portò
il principino si salvo.

Una pianta inferocita
s'era un po' spazientita,
tutta scura e brulicante
stava lì a far furfante.
"Dì un po' folletto astuto,
grazie a te sopravvissuto,

come faccio adesso invece
a passar tra questa pece?
Io son coraggioso e forte
ma di strategie accorte
abbisogno proprio adesso,
come faccio a farlo fesso?"

"Principino disattento
hai già in mano del tuo tormento
la sua fine stabilita;
vedi tu quella salita?
Da lassù potrai lanciarti
e in un baleno liberarti

di quest'erba velenosa
ritta, forte e pungigliosa.
Mira dritto al quel tronco
fa di lei un triste monco!"
Sembra impresa assai curiosa
forse a tratti un po' estrosa

liberarsi in aria attenti
e star'attento agli accidenti!
Ma il principino valoroso
fu per giunta decoroso
liberatosi nell'aria
sulla pianta assai contraria

lasciò un colpo da soldato
ora è tutto più assolato
"Vedi adesso è libera la via
la prestanza è tutta mia!"
"Principino bel lavoro
ora corri da quel foro

dalla tua principessa
se di lei ti interessa.
Il mio aiuto qui finisce
se questo lei gradisce."
"Ti ringrazio mio amico
per l'aiuto contro il nemico.

Un compenso tu avrai
quando al regno tornerai."
E veloce come saetta
si avviò per la stradetta
il nostro principe regale
senza il suo amico speciale.

Alla serra arrivato
vi trovò tutto sbarrato,
con la spada e con le mani
riuscì ad aprir vani.
Quale dolcissima sorpresa
trovar lì la sua offesa

Era su di un letto bianco
addormentata su di un fianco.
"Principessa mia adorata
son venuto a farti grata
di averti al fin trovata
dal tuo sanno risvegliata.

Presto adesso apri gli occhi
sono qui se mi tocchi!
Il mio cuore è una brace
vieni qui, facciamo pace!
Che da quando sei scappata
ahi amor, che cosa ingrata!

T'ho pensata ogni momento
perché poi tanto tormento?"
E con dolce e pio candore
le sue labbra con calore
prese il principe a baciare
e il suo corpo a cullare.

Sveglia, principessa sveglia
il tuo principe fa la veglia
aspetta accanto a te vicino
presto presto quel vocino
fuori dalla bocca spingi
digli amor quanto mi stringi!

Che così poi lei svegliata
la sua fine scellerata
l'ha scampata proprio bella
senza vesti e la gonnella,
col suo principe a cavallo
ecco, adesso, canta il gallo!
 

Un grazie speciale al mio adorato Fil per questo finale originale e divertente! Ti lovvo! :)

*Questo post fa parte del progetto "Scrivilo tu il lieto fine"

Commenti

filippodgiampapa ha detto…
è lunghissimo XD
la fenice ha detto…
ma è bello! complimenti!
Alice ha detto…
Eccomi, come promesso, bellissimo finale Fil!!!
Anonimo ha detto…
Vorrei dire qualcosa di intelligentemente profondo,ma vista l'ora proprio non ce la fo'...comunque questo finale e' davvero bello ed originale,ma d'altro canto non mi aspettavo niente di meno dal Fil XD. Bravoooo'
linglima ha detto…
bello è bello, forse un tantino lungo no????? voglio dire sta principessa, tra orchi,folletti,draghi,stregoni,la selva oscura, tanta roba deve espiare il principino per beccarsi sto bacino........
La favoletta va riletta e per la memoria a breve termine è un esercizio di primordine!!!!!!!!

Siete forti!!!!!!!!!!!!!!!
Anonimo ha detto…
Volevo dire che l'anonimo di prima sono io che non mi sono loggata...vabbe'vado a nanna che e' meglio!!
(cit.puffosa)
Anonimo ha detto…
Ma allora e'il tuo blog che non mi riconosce :( tristessa Eva
Redazione ha detto…
Bellissimo!
In pieno stile Fil! Veramente carino! Ironico e dolce allo stesso tempo!
Wow, ma come ci riesci?
filippodgiampapa ha detto…
@fenice: grazie!:-)

@Alice: Grazie un milione!

@Eva: ahah grazie in ogni caso!Il blog di Cosmo ti vuole male? :(

@Redazione: grazie cara:-)

@Waterwitch: a fare che? a straparlare?=)
Ad essere così bravo e farlo in rima baciata!
Filippo ha detto…
è in rima AABBCC

ahahah

e io non sono bravo, sono solo delirante e scemo.


(in ogni caso mmmuah! e grazie :-))
CosmoGirl ha detto…
@Eva: ma perché non ti riconosce?? Uffa! Adoro le tue citazioni puffose!

@tutti: Fil è un grande!!

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