La luna questa notte guardava giù e la sua solita espressione un po’ sorridente è diventata malinconica.
La luna vede tutto dall’alto, vede quello che noi, miseri uomini, non riusciamo a vedere guardando solo davanti al nostro naso.
Forse si chiedeva cosa fosse successo, come fossimo stati capaci di distruggere tutto, come abbiamo potuto non capire la scia magica che ci aveva voluto donare.
Lei non bada alle paure, alle difese, ai muri che stupidamente ci costruiamo, lei vede tutto il disegno completo, quello che noi con le paranoie e le cattiverie riusciamo a distruggere senza capirne il valore.
A volte sorride, di un sorriso materno, quando vede due amanti bisticciare come bambini, sapendo che mentre si dicono cattiverie non immaginano che l’indomani saranno sotto la sua luce a baciarsi come la prima volta.
A volte ha uno sguardo arcigno, quando il suo chiarore non basta a scacciare le tenebre della notte in cui accadono le cose peggiori.
Altre ancora guarda con benevolenza chi in lei ripone i suoi sogni e le sue speranze.
Era la stessa luna, quella che tempo fa ci guardava e sorrideva  felice perché due anime pure si erano incontrate e scioccamente aspettavano di veder sorgere il sole.
Ma questa notte, per la prima volta, ho visto la luna piangere, una lacrima d’argento ha bagnato gli alberi e io non ho potuto far altro che chiederle perdono, per tutti e due.

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