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Il Peter Pan con le rughe

 

Stessa storia, stesso posto, stesso bar. Ti ritrovi lì al bancone a bere qualcosa e ti si avvicina una persona sulla cinquantina. Pensi "però niente male", esteticamente ti piace, così decidi di scambiarci due chiacchiere. Mentre lo osservi noti che ha stile nel vestire, uno stile tutto suo ma di carattere e questo ti intriga.

La conversazione è la solita conversazione che si ha con una persona appena conosciuta. Dopo qualche scambio di battute lui ti offre da bere e inizia a chiederti della tua vita. Sei single, sei mai stata sposata, hai figli, cose così. E tu fai lo stesso.

Archiviato il necessario interrogatorio per inquadrare la situazione che hai davanti, si arriva al presente.

Lui, separato da più di dieci anni con un figlio ormai adulto, vive da solo e ama la sua indipendenza. Fin qui tutto bene, è sempre bello conoscere persone autonome in tutti i sensi, soprattutto se lo sei anche tu. Ma poi, piano piano, con le domande giuste, iniziano a emergere indizi interessanti: racconti di serate fino a tarda notte, discoteche, movida. E per quanto io pensi che ad una certa età sarebbe meglio non comportarsi come un ventenne, cerco di tenere fuori il giudizio: ognuno ha i motivi che ha per fare quello che fa. Magari è una fase, magari è il suo bisogno di recuperare anni perduti, magari, magari, magari.

Ma, se l'hai allenata un po', la prima intuizione spesso fa centro e infatti eccola lì la frase che me ne dà la conferma: "Io non cerco una relazione in cui convivere, voglio essere libero a casa mia e poi...". Io lo incalzo: "E poi?". "E poi non è più bello vedersi solo per uscire e non doversi sorbire una persona che ha avuto una giornata storta? Si prende il bello e poi ognuno a casa sua".

Eccolo là, un altro Peter Pan che, però, date le rughe, non può più permettersi di fare il Peter Pan. Dopo una certa sembri un immaturo e basta.

Come siamo arrivati a questo? Com'è possibile non avere più voglia di impegnarsi in una relazione al punto da prendere il bello e il brutto? Il concetto di "condividere la vita" dov'è finito?

E voi direte: "Sarà rimasto scottato dalla relazione precedente", perché, si sa, siamo brave a cercare giustificazioni che poi pagheremo a caro prezzo. Ma chi è che non è rimasto scottato da una relazione? Chi è che non ha sofferto e nei momenti più disperati non ha pensato "mai più"? Ma dopo dieci anni puoi farcela a fartela scendere dico io, no?

Qui non si tratta di essere scottati, si tratta di immaturità emotiva. Come diceva la cara vecchia Miranda di Sex and the City: «Se un uomo ha più di trent'anni ed è single ha qualcosa che non va. È darwiniano: la natura li elimina affinché non propaghino la specie».

Ok, ok, trent'anni è esagerato ma se a cinquant'anni vuoi una relazione in cui ci si vede solo per uscire come quando avevamo quindici anni, sicuramente qualcosa non va.

Quello che cerca una persona così è un passatempo con zero investimento emotivo.

"Hai avuto una brutta giornata e hai bisogno di sostegno? Dai, ci vediamo domani". Non voglio immaginare in situazioni più gravi come un lutto o una malattia.

 Davvero un uomo pensa che siamo così disperate da farci bastare di essere il loro giocattolo da tirare fuori e mettere via a proprio piacimento?

No bello mio, vuoi il bello che so dare? Ti prendi tutto il pacchetto!

Ne ho già viste di persone così e c'è solo un piccolo problema: a un certo punto anche lui si stuferà della movida o la vita lo metterà davanti a una situazione difficile e allora si renderà conto di non aver costruito niente, abbasserà di tanto, ma tanto, le sue aspettative e sceglierà la prima che se lo accolla per non sentirsi solo.

A parer mio, meglio non trovarsi nei paraggi né prima, né dopo!

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